Regolamento UE 2025 microplastiche pellet filiera industriale

Microplastiche: cosa cambia davvero dal 16 dicembre 2025

Dal 16 dicembre 2025 l’Unione Europea introduce una nuova disciplina per ridurre la dispersione dei pellet di plastica nell’ambiente.
Non è una norma solo ambientale: riguarda direttamente produzione industriale, logistica e responsabilità operativa lungo tutta la filiera.

Cosa sono i pellet (e perché sono un problema)

I pellet sono piccoli granuli plastici — pochi millimetri — che rappresentano la materia prima di quasi tutti gli oggetti in plastica: contenitori, componenti tecnici, imballaggi, parti industriali.

Il problema nasce quando escono dal ciclo produttivo:

  • cadono durante carico/scarico

  • si disperdono nei trasporti

  • finiscono nelle acque di scarico

  • arrivano in fiumi e mari

A quel punto diventano microplastiche primarie.

Oggi sono considerate:
➡️ la terza causa di inquinamento plastico non intenzionale, dopo pneumatici e vernici.


Perché l’UE è intervenuta

Prima del 2025 non esisteva una normativa europea specifica sui pellet.

Eppure i dati erano già chiari:
📊 Nel 2019 si stimava una dispersione annua tra 52.000 e 184.000 tonnellate nell’ambiente europeo.

Non parliamo quindi di rifiuti abbandonati volontariamente, ma di perdite operative quotidiane, spesso invisibili.

Il nuovo regolamento nasce proprio da qui:
👉 trasformare una “perdita inevitabile” in un rischio industriale gestito.


Chi è coinvolto

Il regolamento riguarda tutta la filiera, non solo i produttori.

Sono interessati:

  • aziende che producono pellet

  • trasformatori plastici

  • riciclatori

  • operatori logistici

  • trasportatori (anche marittimi)

  • operatori extra UE con rappresentante europeo

Soglia operativa:
🏭 impianti che gestiscono oltre 5 tonnellate/anno


I nuovi obblighi operativi

Non si tratta solo di buone pratiche: diventano obblighi documentati e verificabili.

Le aziende dovranno introdurre:

🛠️ Piano di gestione dei rischi

  • analisi dei punti di dispersione

  • procedure operative standard

📦 Regole per movimentazione e imballaggi

  • carico/scarico controllato

  • contenitori adeguati

  • sistemi anti-dispersione

👷 Formazione del personale

  • istruzioni operative

  • gestione incidenti

  • responsabilità interne

🧹 Bonifica obbligatoria

  • intervento immediato in caso di perdita accidentale

  • tracciabilità delle azioni correttive


Certificazione: cambia in base alle dimensioni

La norma introduce un doppio regime che sta già facendo discutere:

  • > 1.500 tonnellate/anno → certificazione da ente terzo indipendente

  • < 1.500 tonnellate/anno → autodichiarazione

Il principio è proporzionalità burocratica, ma molti osservatori temono differenze di efficacia nei controlli.


Trasporto marittimo: le novità

Particolare attenzione al traffico navale, dove la dispersione può essere enorme.

Sono richiesti:

🚢 imballaggi certificati
📄 istruzioni chiare di movimentazione
🌍 allineamento agli standard internazionali


Il vero cambiamento: dalla plastica al processo

Questa norma non riguarda solo l’ambiente.

Introduce un concetto nuovo per molte aziende:

👉 la dispersione diventa un rischio industriale gestito, non più una fatalità.

Significa:

  • controllo delle procedure

  • tracciabilità operativa

  • responsabilità lungo tutta la supply chain

È lo stesso passaggio avvenuto anni fa per sicurezza sul lavoro e qualità:
da comportamento individuale → a sistema organizzato.


Cosa comporta per le imprese

Le aziende non devono solo evitare sanzioni.
Devono ripensare il proprio modello operativo.

In pratica serviranno:

  • analisi dei punti critici di processo

  • procedure strutturate

  • manutenzione e pulizia controllata

  • formazione continua

  • coordinamento tra produzione e logistica

La sostenibilità diventa quindi una questione operativa, non comunicativa.


Il significato industriale della norma

Il regolamento segna un cambio culturale:

prima → l’impatto ambientale era esterno alla fabbrica
oggi → è parte della gestione dell’impianto

Responsabilità distribuita:
produzione → stoccaggio → trasporto → riciclo

Non riguarda solo chi produce plastica, ma chiunque ne gestisca flussi.


Conclusione

Il nuovo regolamento europeo sui pellet non è solo una regola ambientale.
È una trasformazione della gestione industriale.

Ridurre le microplastiche significa:

  • migliorare i processi

  • controllare le perdite

  • rendere tracciabile l’operatività

In altre parole: meno dispersione non nasce dalla buona volontà, ma dall’organizzazione.


🟢 Articolo Content Page sulla gestione industriale della dispersione dei pellet plastici e il nuovo regolamento UE sulle microplastiche

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