Cosa sono i pellet (e perché sono un problema)
I pellet sono piccoli granuli plastici — pochi millimetri — che rappresentano la materia prima di quasi tutti gli oggetti in plastica: contenitori, componenti tecnici, imballaggi, parti industriali.
Il problema nasce quando escono dal ciclo produttivo:
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cadono durante carico/scarico
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si disperdono nei trasporti
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finiscono nelle acque di scarico
-
arrivano in fiumi e mari
A quel punto diventano microplastiche primarie.
Oggi sono considerate:
➡️ la terza causa di inquinamento plastico non intenzionale, dopo pneumatici e vernici.
Perché l’UE è intervenuta
Prima del 2025 non esisteva una normativa europea specifica sui pellet.
Eppure i dati erano già chiari:
📊 Nel 2019 si stimava una dispersione annua tra 52.000 e 184.000 tonnellate nell’ambiente europeo.
Non parliamo quindi di rifiuti abbandonati volontariamente, ma di perdite operative quotidiane, spesso invisibili.
Il nuovo regolamento nasce proprio da qui:
👉 trasformare una “perdita inevitabile” in un rischio industriale gestito.
Chi è coinvolto
Il regolamento riguarda tutta la filiera, non solo i produttori.
Sono interessati:
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aziende che producono pellet
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trasformatori plastici
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riciclatori
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operatori logistici
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trasportatori (anche marittimi)
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operatori extra UE con rappresentante europeo
Soglia operativa:
🏭 impianti che gestiscono oltre 5 tonnellate/anno
I nuovi obblighi operativi
Non si tratta solo di buone pratiche: diventano obblighi documentati e verificabili.
Le aziende dovranno introdurre:
🛠️ Piano di gestione dei rischi
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analisi dei punti di dispersione
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procedure operative standard
📦 Regole per movimentazione e imballaggi
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carico/scarico controllato
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contenitori adeguati
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sistemi anti-dispersione
👷 Formazione del personale
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istruzioni operative
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gestione incidenti
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responsabilità interne
🧹 Bonifica obbligatoria
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intervento immediato in caso di perdita accidentale
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tracciabilità delle azioni correttive
Certificazione: cambia in base alle dimensioni
La norma introduce un doppio regime che sta già facendo discutere:
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> 1.500 tonnellate/anno → certificazione da ente terzo indipendente
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< 1.500 tonnellate/anno → autodichiarazione
Il principio è proporzionalità burocratica, ma molti osservatori temono differenze di efficacia nei controlli.
Trasporto marittimo: le novità
Particolare attenzione al traffico navale, dove la dispersione può essere enorme.
Sono richiesti:
🚢 imballaggi certificati
📄 istruzioni chiare di movimentazione
🌍 allineamento agli standard internazionali
Il vero cambiamento: dalla plastica al processo
Questa norma non riguarda solo l’ambiente.
Introduce un concetto nuovo per molte aziende:
👉 la dispersione diventa un rischio industriale gestito, non più una fatalità.
Significa:
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controllo delle procedure
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tracciabilità operativa
-
responsabilità lungo tutta la supply chain
È lo stesso passaggio avvenuto anni fa per sicurezza sul lavoro e qualità:
da comportamento individuale → a sistema organizzato.
Cosa comporta per le imprese
Le aziende non devono solo evitare sanzioni.
Devono ripensare il proprio modello operativo.
In pratica serviranno:
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analisi dei punti critici di processo
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procedure strutturate
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manutenzione e pulizia controllata
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formazione continua
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coordinamento tra produzione e logistica
La sostenibilità diventa quindi una questione operativa, non comunicativa.
Il significato industriale della norma
Il regolamento segna un cambio culturale:
prima → l’impatto ambientale era esterno alla fabbrica
oggi → è parte della gestione dell’impianto
Responsabilità distribuita:
produzione → stoccaggio → trasporto → riciclo
Non riguarda solo chi produce plastica, ma chiunque ne gestisca flussi.
Conclusione
Il nuovo regolamento europeo sui pellet non è solo una regola ambientale.
È una trasformazione della gestione industriale.
Ridurre le microplastiche significa:
-
migliorare i processi
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controllare le perdite
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rendere tracciabile l’operatività
In altre parole: meno dispersione non nasce dalla buona volontà, ma dall’organizzazione.
🟢 Articolo Content Page sulla gestione industriale della dispersione dei pellet plastici e il nuovo regolamento UE sulle microplastiche
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